I farmaci antirigetto hanno reso il trapianto la terapia ideale per tutte le più rilevanti forme di insufficienza d’organo, che coinvolgono soprattutto il rene ma anche

cuore, fegato, polmoni, intestino e pancreas. I farmaci anti-rigetto funzionano molto bene per il rigetto acuto - quello che nella maggior parte dei casi si verifica entro giorni, settimane o pochi mesi dal trapianto - ma c’è una forma di rigetto, detta cronico, per cui non sono disponibili farmaci efficaci.

 

 

 

 

Dalle ricerche sull’efficienza di un organo trapiantato ed in particolare del rene è emersa la necessità di migliorare le conoscenze sul ruolo svolto dagli anticorpi nell’insorgenza del rigetto cronico che porta  alla perdita della funzione dell'organo trapiantato.

I pazienti trapiantati hanno bisogno di farmaci che sono molto tossici  e che, non sempre, riescono a prevenire il rigetto dell'organo. Questo progetto si propone di influenzare le nostre difese immunitarie in modo che l’organo trapiantato venga accettato e non aggredito.  In questo modo potremo ridurre drasticamente la necessità di somministrare farmaci anti-rigetto molto tossici e allo stesso tempo allungare la vita dell’organo e, soprattutto, del paziente trapiantato.

 

Per proseguire le nostre indagini ci serve il vostro aiuto.

Ogni piccolo contributo è comunque estremamente importante.

> Trapianti d’organo: cuore, rene e fegato

Il rigetto cronico dell’organo

è il problema più grosso da risolvere...

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